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2018-05-10 15:59 CEST
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Banca IFIS S.p.A. :performance positive nel credito alle imprese e nella gestione NPL, trainate da incremento nei volumi, numero clienti e nuovi investimenti tecnologici.

Gruppo Banca IFIS: performance positive nel credito alle imprese e nella gestione NPL, trainate da incremento nei volumi, numero clienti e nuovi investimenti tecnologici. 

Margine di intermediazione in crescita del +35%, utile netto del +16%. 
Continuano le assunzioni, oltre 70 nuove risorse nei primi 3 mesi dell'anno. 

DATI RICLASSIFICATI 1
Primo trimestre 
1 gennaio-31 marzo
 
 - Margine di intermediazione a 139,4 milioni di euro (+34,6%); 
 - Risultato netto della gestione finanziaria 128,4 milioni di euro (+26,7%);  
 - Costi operativi a 73,4 milioni di euro (+31,9%);
 - Utile netto di periodo a 37,9 milioni di euro (+15,8%); 
 - Costo del rischio del settore imprese a 73 bps;
 - Rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti settore Imprese all'1,2%;
 - Coverage ratio delle sofferenze lorde settore Imprese al 91,7%; 
 - Totale risorse del Gruppo: 1.541 persone (1.361 al 31 marzo 2017); 
 - Ratio - Capitale primario di classe 1 (CET1): 15,49% (15,64 al 31 dicembre 2017)2 ;
 - Ratio - Capitale di classe 1 (T1): 15,49% (15,64% al 31 dicembre 2017)2;
 - Ratio - Totale fondi propri: 20,91% (21,07% al 31 dicembre 2017)2. 
 

Mestre (Venezia), 10 maggio 2018 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS (Fitch, BB+, outlook stabile), riunitosi oggi sotto la presidenza di Sebastien Egon Fürstenberg, ha approvato i risultati relativi al primo trimestre  del 2018.  

"Nei primi tre mesi del 2018 il Gruppo Banca IFIS ha registrato risultati finanziari positivi, che confermano la solidità del modello e l'efficacia dell'azione delle singole business units. Liquidità e patrimonio in continuo rafforzamento permettono alla Banca di sostenere ulteriore crescita nei mercati di riferimento" ha detto Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS. 

"Il Gruppo si conferma attivo nella finanza alle imprese e nell'acquisto e gestione delle sofferenze generate dalle istituzioni finanziarie italiane. Le dinamiche del trimestre sono state indirizzate alla ricerca, all'interno dei nostri mercati di azione, di un nuovo livello di "new normal" in un contesto in continuo mutamento. 
Per quanto riguarda i non-performing loans, il mercato italiano si sta concentrando nei cosiddetti jumbo deals e sulla preparazione da parte delle banche di operazioni "GACS-compliant" per alcuni tipi di asset class, al fine di poter dismettere un maggiore livello di attivi deteriorati, entro settembre 2018, limite temporale della garanzia da parte dello Stato. Il mercato nel quale, come leader di settore, siamo chiamati ad operare, è inoltre fortemente influenzato dalle recenti regolamentazioni europee, in particolare dall'addendum e dalle linee guida della BCE. Molti operatori risentono infatti dell'incertezza sui possibili effetti di business e impatti sul business model che il raggiungimento del "new normal" regolamentare comporterà. 
Per quanto riguarda le piccole e microimprese, nonostante il miglioramento della fiducia dei consumatori e delle aziende registrato nel trimestre, il credito bancario tradizionale si è ulteriormente contratto. Questa riduzione è bilanciata dalla continua ricerca da parte degli imprenditori di forme alternative di finanziamento tra cui nuovi capitali. Nel segmento imprese in cui operiamo, la riduzione del tradizionale canale bancario e l'impossibilità, per dimensioni, di accedere alla Borsa si traduce in una crescita della sete di credito da parte di quelle aziende sane, che hanno saputo sopravvivere alla crisi con modelli di business ristrutturati e/o nuovi. 
A fronte di questi macro-scenari, nel comparto NPL Banca IFIS continua a puntare nell'accelerazione della lavorazione dei crediti in portafoglio. Questo è possibile grazie sia all'aumento del numero di persone dedicate al business NPL, sia all'ulteriore efficientamento dei canali di gestione presidiati. La velocità di trasformazione degli asset class è il grande valore su cui stiamo velocemente evolvendo. 
Relativamente al comparto imprese, la Banca continua a rafforzare i propri presidi di relazione con i clienti anche attraverso l'adozione di piattaforme tecnologiche e nuovi modelli di business intelligence che permettono di supportare direttamente le imprese che ricercano credito. Inoltre, è stato avviato con successo il processo di cross-selling tra le varie aree di business dell'istituto attive nei finanziamenti alle imprese, in primis con il medio-lungo termine che entra nell'attività quotidiana della rete commerciale che, in precedenza, si occupava solo di breve termine. In questo comparto, infine, la Banca è alla continua ricerca e sperimentazione di nuove forme organizzative interne e partnership per rendere efficace il sostegno alle imprese che cercano credito, capaci di offrire loro un ventaglio completo di soluzioni in base alle esigenze del cliente.  
In conclusione, i concetti espressi all'inizio dell'anno per l'intero 2018 di ricerca di sinergie, semplificazione dei processi, valorizzazione del capitale umano ed innovazione a 360 gradi - non solo tecnologica - hanno caratterizzato il primo trimestre e continueranno a farlo anche nei successivi. 
La consapevolezza di essere un istituto che ha fin dalle origini avuto un modello di business unico nel panorama finanziario italiano ci differenzia sempre di più, trimestre dopo trimestre, dagli altri operatori. Un'unicità che si traduce nella capacità di individuare e cogliere opportunità al di fuori degli schemi precostituiti, supportati da patrimonio e liquidità abbondanti. Questa è la nostra vera innovazione: non ci sentiamo Banca ma Impresa, instancabilmente alla ricerca di migliorare adattandoci ai cambiamenti che il mercato ed i clienti ci richiedono. 
In un futuro non troppo lontano - conclude Bossi - la Banca è chiamata a diventare player di riferimento del processo di consolidamento di piccole realtà creditizie d'eccellenza presenti nel nostro territorio, che hanno bisogno di business model evolutivi per esprimere al meglio il proprio valore". 
In breve, i risultati del Gruppo Banca IFIS del primo trimestre possono così essere commentati:

- Il Margine di intermediazione3 è pari a 139,4 milioni di euro (+34,6% rispetto ai 103,5 milioni dei primi tre mesi del 2017). Il risultato positivo è dovuto ad una serie di fattori: l'eccellente performance del settore NPL, che beneficia della velocità nel trasformare posizioni deteriorate in posizioni paganti tramite  canali di gestione e database proprietari; inoltre, la buona prestazione nel comparto delle Imprese, imputabile agli strumenti di credito ordinario e specializzato,  con  un aumento del numero di clienti in tutti i comparti di presenza dell'Istituto. 
- Le rettifiche di valore nette si attestano a 11,0 milioni di euro contro 2,2 milioni di euro al 31 marzo 2017, sostanzialmente riferibili a crediti verso la clientela del settore Imprese. Il costo del credito è pari a 73 bps nei primi tre mesi del 2018 rispetto a 31 bps al 31 dicembre 2017. L'anno precedente vi erano state delle riprese di valore al netto delle quali il costo della qualità creditizia sarebbe stato pari a 89 bps. 
- I costi operativi sono pari a 73,4 milioni di euro con un cost/income ratio (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) che ammonta al 52,7% rispetto al 53,7% del 31 marzo 2017. Le spese per il personale si incrementano a 26,8 milioni di euro (24,1 milioni a marzo 2017, +11,4%), in coerenza con l'aumento del numero dei dipendenti del Gruppo, che al 31 marzo 2018 è pari a 1.541 risorse (contro 1.361 risorse al 31 marzo 2017, +13,2%). Le altre spese amministrative, pari a 46,6 milioni di euro (31,1 milioni di euro nel 2017) aumentano per l'effetto congiunto di costi one-off a seguito dell'affinamento del nuovo modello di stima delle pratiche in corso di lavorazione giudiziale del settore NPL (9,2 milioni di euro), e per l'incremento dell'attività per il recupero giudiziale. Tale effetto congiunto si riflette nell'incremento delle spese legali (che passano da 6,9 milioni nel primo trimestre 2017 a 11,7 milioni al 31 marzo 2018, +70,4%) e delle imposte indirette e tasse che passano da 4,9 a 14,0 milioni di euro (+182,1%). Le spese per il recupero stragiudiziale sono pari a 4,1 milioni al 31 marzo 2018. In linea con l'ottima performance del trimestre nel settore NPL, si registrano anche maggiori spese di razionalizzazione di sistemi IT, nonché, a livello di Gruppo, di semplificazione della struttura e progetti di crescita finalizzati durante il periodo preso in esame.
L'utile netto del Gruppo al 31 marzo 2018 si attesta a 37,9 milioni di euro rispetto ai 32,7 milioni dello stesso periodo del 2017 (+15,8%). Il tax rate di Gruppo è pari al 31,2% rispetto al 28,5% dell'anno precedente.

Con riguardo al contributo dei singoli settori4  alla formazione dei risultati economico-patrimoniali al 31 marzo 2018, si riportano di seguito le principali dinamiche: 

- il margine di intermediazione del settore Imprese, che contribuisce per il 56,4% al totale, si attesta a 78,6 milioni di euro con una crescita del +10,9% nel trimestre rispetto ai 70,9 milioni del 2017.  La performance positiva registrata è la diretta conseguenza di una serie di azioni organizzative volte a semplificare processi e risposte al mercato, le cui evidenze portano ad incrementare  volumi e clienti in tutte le aree di business qui raggruppate. Nel margine di intermediazione del settore Imprese è compresa una quota di reversal della PPA (Purchase Price Allocation) per 20,4 milioni di euro (22,7 milioni nel primo trimestre 2017).
In particolare, il comparto crediti commerciali 5, nel quale sono stati inclusi anche i prodotti di medio e lungo termine, ha mostrato un incremento del turnover (+7,3%), dell'outstanding (+2,2%), del numero clienti (+3%) e del cross-selling, tale da far registrare un aumento del 18,0% (like for like +5,5%) del margine di intermediazione. 
Nel Leasing è tuttora in corso la semplificazione societaria che porterà la controllata IFIS Leasing S.p.A. a essere incorporata in Banca IFIS, con la contemporanea adozione di una nuova piattaforma tecnologica che verrà adottata dall'area. Particolare accelerazione nel primo trimestre è stata registrata dal segmento del leasing strumentale, con un incremento di volumi erogati complessivi del 13% e del 30% nel comparto strumentale, con l'acquisizione di oltre 150 nuovi clienti in soli 3 mesi. Al 31 marzo 2018 il margine di intermediazione del settore leasing risulta stabile, rispetto al primo trimestre 2017, a 12,5 milioni di euro (like for like +31,1%).
Il Corporate banking - composto dalle aree di credito specializzato - realizza un margine di intermediazione pari a 23,5 milioni di euro (like for like +14% rispetto al 31 marzo 2017) grazie a maggiori volumi realizzati ed al miglior margine commissionale. 
Il totale dei crediti verso le imprese è pari a 5.373,2 milioni di euro, ottimo risultato poiché in lieve decremento (-1,5%) rispetto al dato di fine anno, tenendo in considerazione l'effetto stagionale in particolare sul comparto del credito commerciale. 

 - Per quanto concerne il settore NPL - dedicato all'acquisizione e trasformazione di crediti non paganti in piani sostenibili di rientro, prevalentemente unsecured - che contribuisce per il 46,7% al totale, il margine di intermediazione è pari a 65,1 milioni di euro rispetto ai 30,5 milioni di marzo 2017 (+113,3%).  L'eccezionale performance, dopo la già ottima registrata nel quarto trimestre del precedente anno, dimostra la grande capacità dell'area di business nell'individuare la migliore strategia di lavorazione dei portafogli, grazie all'elevato standing delle risorse coinvolte nonché all'infrastruttura tecnologica a supporto. Al 31 marzo 2018 le posizioni nel portafoglio proprietario ammontano a oltre 1,5 milioni, corrispondenti ad un valore nominale pari a 13,0 miliardi di euro (831,8 milioni di euro il valore dei crediti iscritto a bilancio). La Banca stima un ERC 6 (Estimated Remaining Collections) di oltre 1,8 miliardi di euro in 15 anni. Gli acquisti del periodo sono pari a 6,1 milioni di euro, inferiori all'anno precedente poiché il numero di transazioni nel mercato unsecured consumer si è fortemente ridotto a favore dell'operatività Gacs-compliant. Nel corso del primo trimestre 2018 la Banca ha continuato a raffinare e lavorare sui modelli di valutazione degli asset gestiti, in particolare ha provveduto al rilascio in produzione di un nuovo modello per la valorizzazione di parte delle posizioni in fasi di lavorazione prevalentemente nel canale giudiziale, con un effetto positivo a conto economico di settore per circa 19,7 milioni di euro. Gli incassi del trimestre ammontano a 40,1 milioni di euro, in forte aumento (+60,5%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente grazie all'avvenuta chiusura di piani di pagamento volontari nonché dal maggior numero di Ordinanza di Assegnazione di pagamento ottenute dai diversi tribunali, avvenuti durante i trimestri precedenti. 

Nel trimestre la banca ha continuato a lavorare sulla diversificazione e flessibilità delle fonti di raccolta e sull'auspicata riduzione del funding retail a favore di quello istituzionale. Al 31 marzo 2018 la struttura del funding risulta così composta:
 - 63,4% retail; 
 - 10,5% titoli di debito; 
 - 12,8% ABS;
 - 9,2% TLTRO; 
 - 4,1% altro.

Di seguito la composizione delle attività deteriorate nette dei crediti del settore Imprese (il cui totale è pari a 342,8 milioni di euro):
 - le sofferenze nette ammontano a 62,8 milioni, in linea con il dato di fine 2017 (+0,4%); il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti si attesta all'1,2%, sostanzialmente in linea con l'1,1% di dicembre 2017. Il coverage ratio si attesta al 91,7% invariato rispetto al 31 dicembre 2017;
 - le inadempienze probabili nette si riducono di 6,2 milioni a 159,7 milioni; 
 - le esposizioni scadute deteriorate nette aumentano di 6,0 milioni a 120,2 milioni. 

Complessivamente, i crediti deteriorati lordi del settore imprese sono pari a 1,2 miliardi di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 845,6 milioni, con un coverage ratio del 71,2% al 31 marzo 2018. 

Il patrimonio netto consolidato a fine marzo 2018 si attesta a 1.413,0 milioni di euro rispetto ai 1.368,7 milioni del 31 dicembre 2017 (+3,2%). 

Il capitale primario di classe 1 (CET17), il capitale di classe 1 (T1) ed il ratio totale fondi propri consolidati del solo Gruppo Banca IFIS, senza considerare gli effetti del consolidamento della controllante La Scogliera al 31 marzo 2018, si attestano per il CET1 e T1 al 15,49% (rispetto ai dati al 31 dicembre 2017, pari al 15,64%), mentre il Totale fondi propri consolidato si attesta al 20,91% (rispetto al 21,07% del dato al 31 dicembre 2017).  

Per maggiori dettagli sui risultati finanziari si rimanda alla relazione intermedia di gestione ed alla presentazione dei risultati disponibili nel sito ufficiale www.bancaifis.it   
 
Fatti di rilievo avvenuti nel periodo

Acquisizione del controllo di Cap.Ital.Fin. S.p.A
Con riferimento all'offerta vincolante relativa all'acquisizione del controllo di Cap.Ital.Fin. S.p.A. presentata il 24 novembre 2017, il 2 febbraio si è completata l'acquisizione del 100% di Cap.Ital.Fin. S.p.A., società ora iscritta all'elenco di cui all'art. 106 TUB, specializzata in finanziamenti rimborsabili mediante cessione del quinto dello stipendio e delegazioni di pagamento per pensionati, dipendenti privati, pubblici, statali operante in tutta Italia. 

Accordi vincolanti per l'acquisizione di Credifarma S.p.A.
Nel mese di gennaio 2018 sono stati sottoscritti con Federfarma, UniCredit e BNL - Gruppo BNP Paribas gli accordi vincolanti per l'acquisizione di una partecipazione di controllo in Credifarma S.p.A. L'operazione, che porterà Credifarma S.p.A. nel perimetro del Gruppo Banca IFIS, prevede inoltre una partnership strategica pluriennale con Federfarma al fine di promuovere il ruolo di Credifarma in favore degli associati di Federfarma e del mercato nazionale delle farmacie. L'operazione è stata notificata a Banca d'Italia e dovrebbe essere completata nel corso dell'estate 2018.

Rating emittente 
A febbraio 2018 è stato confermato da parte dell'agenzia Fitch Rating Inc. il rating 'BB+ outlook stabile' ottenuto da Banca IFIS il 28 settembre 2017, testimonianza della solidità della Banca nel mercato e della bontà del progetto di crescita e sviluppo.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo

Collocamento obbligazione senior unsecured preferred
Ad aprile 2018 Banca IFIS ha annunciato e concluso il collocamento della sua prima emissione senior unsecured preferred a 5 anni per un ammontare pari a 300 milioni di euro, alla quale Fitch ha assegnato un rating a lungo termine "BB+". 

Dichiarazione del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Mariacristina Taormina dichiara, ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili. 

 1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono state riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business, che vede le rettifiche di valore nette parte integrante del rendimento.
 2 Il totale fondi propri indicato è relativo al solo perimetro del Gruppo Banca IFIS, che dunque esclude gli effetti derivanti dal consolidamento ai fini prudenziali nella controllante La Scogliera S.p.A. I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 31 marzo 2018 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d'Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013. L'articolo 19 del CRR prevede l'inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della holding del Gruppo bancario non consolidata nel patrimonio netto contabile. Il CET1 al 31 marzo 2018 comprendente La Scogliera S.p.A è pari all'11,10% rispetto al 11,66% del 31 dicembre 2017, il Capitale di classe 1 (T1) si attesta a 11,75% rispetto al 12,18% mentre il ratio totale fondi propri si attesta al 15,35% rispetto al 16,15% del 31 dicembre 2017. 
3 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti al settore NPL sono state riclassificate fra gli interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business, che vede le rettifiche di valore nette parte integrante del rendimento. 
4 A partire dal primo trimestre 2018, Banca IFIS ha deciso di rappresentare tre settori di business: settore Imprese (che comprende tutte le aree che rappresentano l'offerta commerciale dedicata alle imprese quali crediti commerciali, corporate banking, leasing e crediti fiscali); settore NPL; settore Governance e Servizi. I dati comparativi sono stati riesposti con la medesima logica.
5 Si segnala che, al fine della riclassificazione dell'area di business finanziamento a medio/lungo termine all'interno dell'area "Crediti commerciali" (e precedentemente inserita nella voce "Corporate banking") e dell'esclusione dal Leasing di un portafoglio di mutui, ora inserito nel perimetro del settore Governance e Servizi. al fine di offrire una comparazione coerente, si è deciso di esporre, per il primo trimestre 2017, anche i dati comparativi like for like di questi settori. Inoltre, i dati comparativi dello stato patrimoniale e del conto economico sono stati riaggregati secondo un criterio di omogeneità contabile rispetto ai corrispondenti valori al 31 marzo 2018 per tenere conto dell'entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2018 del nuovo principio IFRS 9.
 6 Ovvero l'ammontare dei flussi di cassa attesi futuri derivanti dalla gestione dei portafogli acquisiti.
7 Il totale fondi propri indicato è relativo al solo perimetro del Gruppo Banca IFIS, che dunque esclude gli effetti derivanti dal consolidamento ai fini prudenziali nella controllante La Scogliera S.p.A. I fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 31 marzo 2018 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d'Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013. L'articolo 19 del CRR prevede l'inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della holding del Gruppo bancario non consolidata nel patrimonio netto contabile. Il CET1 al 31 marzo 2018 comprendente La Scogliera S.p.A è pari all'11,10% rispetto al 11,66% del 31 dicembre 2017, il Capitale di classe 1 (T1) si attesta a 11,75% rispetto al 12,18% mentre il ratio totale fondi propri si attesta al 15,35% rispetto al 16,15% del 31 dicembre 2017.
 
HUG#2191857