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2017-03-16 15:08 CET
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Banca IFIS S.p.A.: approvati i risultati 2016 ed il Piano Strategico 2017-2019. Crescita attesa in tutti i segmenti di business.

COMUNICATO STAMPA


Banca IFIS: approvati i risultati 2016 ed il Piano Strategico 2017-2019.
Crescita attesa in tutti i segmenti di business. Priorità a lungo termine su redditività, capitale e liquidità, guidate dalla digital transformation. Proposta di dividendo 2016 a 0,82 €/azione.

Highlights- Risultati Esercizio 2016
DATI RICLASSIFICATI 


Esercizio 2016
1 gennaio-31 dicembre


-Margine di intermediazione a 326,0 milioni di euro;
-Risultato netto della gestione finanziaria 299,4 milioni di euro;
-Costi operativi a 202,5 milioni di euro senza includere il gain on bargain purchase;
-Utile netto d'esercizio a 687,9 milioni di euro (89,8 milioni di euro del solo perimetro Gruppo Banca IFIS precedentemente all'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca);
-Costo del rischio del segmento crediti alle imprese a 80 bps;
-Rapporto sofferenze nette/impieghi settore crediti commerciali all'1,0%;
-Rapporto sofferenze nette /impieghi complessivi esclusa Area NPL all'1,2%;
-Totale risorse del Gruppo: 1.323 persone al 31.12.2016;
-Common Equity Tier 1 (CET1): 15,7% (15,8% al 31 dicembre 2015)  ;
-Total Own Funds Capital Ratio: 15,7% (15,8% al 31 dicembre 2015) 2.


4° trimestre 2016
1 ottobre-31 dicembre

-Margine di intermediazione a 88,3 milioni di euro;
-Risultato netto della gestione finanziaria 81,2 milioni di euro;
-Utile netto di periodo a 621,7 milioni di euro.

Highlights - Piano Strategico 2017-2019
PRINCIPALI KPI
a fine piano
CAGR 16-19 su dati 2016 normalizzati come nel testo definiti

-Interbanca in break-even a partire dal 2017;
-Margine di intermediazione di Gruppo: CAGR +24%/+26%;
-Utile netto di Gruppo: CAGR +40%/+45%;
-Total Capital Ratio (TCR)2: 17%/18%;
-Cost/income ratio inferiore al 50%;
-Costo del rischio del segmento crediti alle imprese a ca. 100 bp.


Mestre (Venezia), 16 marzo 2017 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca IFIS, riunitosi oggi sotto la presidenza di Alessandro Csillaghy De Pacser, ha approvato il documento sui risultati relativi all'esercizio 2016 e il Piano Strategico 2017-2019. É stata inoltre proposta all'Assemblea degli Azionisti, che si riunirà in data 21 aprile 2017, la distribuzione di un dividendo3 pari a 0,82 euro, al lordo delle eventuali ritenute di legge per ciascuna azione ordinaria, con stacco cedola (n.20) il 2 maggio 2017, record date il 3 maggio 2017 e messa in pagamento dal 4 maggio 2017 . Il pagamento sarà effettuato per il tramite degli intermediari autorizzati presso i quali sono registrate le azioni nel Sistema Monte Titoli.

«Con il nuovo Piano Strategico 2017-2019 Banca IFIS si dà obiettivi importanti nel supporto alle imprese e nel recupero del credito da imprese e famiglie in difficoltà» è il commento di Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS. «Abbiamo liquidità e capitale, risorse e tecnologia, idee e motivazione per continuare nel nostro percorso di crescita. Il Piano fissa le tappe nei settori di presenza della Banca; i mezzi a disposizione consentono tuttavia ulteriore spazio per cogliere le occasioni di sviluppo che il mercato del credito ci sottopone. Valuteremo con la massima attenzione i rischi e le ulteriori opportunità. Nel 2017 completeremo la fusione per incorporazione di Interbanca razionalizzando così la struttura del Gruppo; e spingeremo ancora sull'acceleratore della trasformazione digitale, forti della consapevolezza che la Banca del domani sarà più tecnologia e dati, meno sportelli e contatto fisico con la clientela. Una banca più "magra" al servizio di clienti più esigenti, più velocemente, con servizi sempre più mirati.»

Principali dinamiche (dati riclassificati1)  

Il conto economico consolidato 2016 del nuovo Gruppo Banca IFIS chiude con un utile record di 687,9 milioni di euro.
Il risultato è significativamente influenzato (per 623,6 milioni di euro) dagli effetti dell'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca; a valle del processo di Purchase Price Allocation, come previsto dai principi contabili di riferimento, è stato iscritto a conto economico un provento rappresentato dal "buon affare realizzato", il c.d. "Gain on bargain purchase". Esso è pari alla differenza positiva tra il fair value delle attività e passività acquisite (742,8 milioni di euro) e il costo sostenuto per la loro acquisizione provvisoriamente determinato in 119,2 milioni di euro (ancora al lordo di eventuali ulteriori aggiustamenti rispetto al prezzo inizialmente pagato pari a 160,0 milioni di euro).
Le principali voci economiche, che includono per il solo mese di dicembre 2016 anche il perimetro dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, sono:

Margine di intermediazione1 consolidato pari a 326,0 milioni di euro, -19,4% rispetto all'esercizio 2015. Si segnala che il dato complessivo del 2016 include 10,7 milioni di euro di costo addizionale del funding connesso all'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca. Parimenti, si segnala che il dato 2015 era positivamente influenzato dall'operazione di riassetto del portafoglio titoli di Stato perfezionata ad aprile 2015, che aveva portato ad una plusvalenza di 124,5 milioni di euro. Al netto di tali proventi la crescita del Margine di Intermediazione si attesta a 46,1 milioni di euro (+16,5%).
Significativo l'incremento registrato in questa voce dall'Area NPL (154,7 milioni di euro, +193,7%). Durante l'anno sono stati realizzati utili da cessioni di portafogli residuali per 44,5 milioni di euro (14,9 milioni a dicembre 2015).
I Crediti Commerciali4 realizzano un Margine di Intermediazione pari a 174,4 milioni di euro (158,7 milioni di euro a dicembre 2015, +9,9%); tale voce contiene per 15,8 milioni di euro l'effetto derivante dall'applicazione di un nuovo modello di stima dei flussi di cassa per i crediti ATD (Acquisto a Titolo Definitivo) vantati nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale.
L'ex Gruppo GE Capital Interbanca per il solo mese di dicembre 2016 contribuisce al Margine di Intermediazione per 1,9 milioni di euro ripartiti tra i settori Corporate Banking e Leasing.
Nel quarto trimestre il Margine di Intermediazione si attesta a 88,3 milioni verso i 76,2 milioni nel corrispondente periodo del 2015 (+15,8%). I Crediti Commerciali4 hanno contribuito per 53,1 milioni (verso 39,7 milioni, +33,8%). Il settore NPL per 42,8 milioni verso 21,8 milioni, +96,1%. I Crediti Fiscali per 3,2 milioni verso 8,8 milioni nel 2015, -64,6%. Il Corporate Banking ed il Leasing hanno contribuito, nel solo mese di dicembre 2016, rispettivamente per 2,9 milioni e -1,2 milioni. Il settore Governance e Servizi contribuisce negativamente per -12,5 milioni rispetto ai 5,8 dello stesso periodo del 2015.

Rettifiche di valore nette1 relative al solo settore dei Crediti Commerciali4, pari a 20,3 milioni di euro, rispetto a 21,2 milioni al 31 dicembre 2015 (-4,4%). Le rettifiche dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca riferite a dicembre 2016 sono pari a 1,6 milioni di euro.

Risultato netto della gestione finanziaria del Gruppo è pari a 299,4 milioni contro i 373,7 milioni del 31 dicembre 2015 (-19,9%). Il risultato netto della gestione finanziaria del settore Crediti Commerciali4 cresce del 12,1% a 154,1 milioni di euro contro i 137,4 milioni del 2015; quello del settore NPL è pari a 154,7 milioni contro 52,7 milioni del 2015 (+193,7%); quello dell'area Crediti Fiscali si attesta a 13,6 milioni di euro rispetto ai 19,9 milioni del 2015, con un decremento del 31,6%; il contributo dei settori Corporate Banking e Leasing al risultato netto della gestione finanziari è rispettivamente di 2,9 milioni e di -2,7 milioni di euro; quello del settore Governance e Servizi si attesta a -23,3 milioni di euro contro i 163,7 milioni dell'anno precedente (-114,3%).
Nel quarto trimestre il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a 81,2 milioni (68,7 milioni nel 2015, +18,1%). I Crediti Commerciali4 vi hanno contribuito per 48,0 milioni (33,2 milioni nel quarto trimestre 2015, +44,6%); il settore NPL ha contribuito per 42,8 milioni (21,8 milioni nello stesso periodo del 2015, +96,1%); i Crediti Fiscali per 3,0 milioni (8,5 milioni nel quarto trimestre del 2015, -64,6%); il contributo dei settori Corporate Banking e Leasing al risultato netto della gestione finanziaria nel quarto trimestre è rispettivamente di 2,9 milioni e di -2,7 milioni di euro; il settore Governance e Servizi ha registrato -12,9 milioni contro 5,1 nel quarto trimestre del 2015 (-352,7%).

Costi operativi, escluso il gain on bargain purchase, sono pari a 202,5 milioni di euro (128,1 milioni nel 2015) ed includono i costi relativi all'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca per 16,5 milioni di euro.
I costi operativi relativi al solo ex Gruppo GE Capital Interbanca sono pari a 13,8 milioni di euro. Al netto dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca e degli oneri imputabili all'operazione di acquisizione sopra citata, i costi relativi al vecchio perimetro del Gruppo Banca IFIS sono pari a 172,2 milioni di euro.

Il cost/income ratio normalizzato, vecchio perimetro, (rapporto tra costi operativi e margine di intermediazione) si attesta, al 31 dicembre 2016, al 51,9% (31,4% al 31 dicembre 2015, 45,8% normalizzato dalla plusvalenza realizzata dalla vendita del portafoglio titoli).
-Gain on bargain purchase relativo all'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, pari a 623,6 milioni di euro.

L'utile netto del Gruppo al 31 dicembre 2016 si attesta a 687,9 milioni di euro rispetto ai 162,0 milioni di dicembre 2015 con un incremento del 324,7%. L'utile normalizzato del solo Gruppo Banca IFIS, al netto della bargain (623,6 milioni di euro) e dei costi connessi all'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca (complessivamente pari a 27,5 milioni di euro, di cui 10,7 milioni di euro di maggiori costi di funding e 16,5 milioni di costi operativi) si attesta a 89,8 milioni di euro, con una crescita sul normalizzato 2015 del 14,2%. L'utile per azione al 31 dicembre 2016 è pari a 12,94€; l'utile normalizzato per azione è pari all'1,69€. Il dividendo proposto è di 0,82 euro/azione.
Nel quarto trimestre l'utile netto di periodo è pari a 621,7 milioni (13,2 milioni nello stesso periodo dell'esercizio precedente).

Il totale dell'attivo al 31 dicembre 2016 è pari a 8,7 miliardi verso 7,0 miliardi nel 2015 (+25,0%).

Gli impieghi consolidati al 31 dicembre 2016 sono pari a 5,9 miliardi di euro (3,4 miliardi al 31 dicembre 2015, +72,5%).

Il totale dei crediti verso la clientela è pari a 5.928,2 milioni, in aumento del 72,5% rispetto ai 3.437,1 milioni a fine del 2015. Nel dettaglio i Crediti Commerciali4 risultano pari a 3.092,5 milioni di euro (+8,6%). L'incidenza delle esposizioni creditizie verso la Pubblica Amministrazione al 31 dicembre 2016 è pari al 28,3% del totale dei crediti del settore contro il 32,1% al 31 dicembre 2015, mentre l'incidenza delle esposizioni verso il settore privato è pari al 71,7% (contro il 67,9% al 31 dicembre 2015). L'Area NPL iscrive crediti in aumento a 562,1 milioni di euro (+58,6%) rispetto a 354,3 milioni di fine 2015. I Crediti Fiscali si attestano a 124,7 milioni di euro rispetto a 130,7 milioni (-4,6 %). I crediti del segmento Corporate Banking e Leasing rinvenienti dall'ex Gruppo GE Capital Interbanca si attestano rispettivamente a 905,7 milioni e di euro e 1.235,6 milioni di euro. Per quanto riguarda il settore Governance e Servizi, i crediti verso la clientela sono pari a 7,6 milioni di euro rispetto ai 103,4 milioni (-92,7%) e sono riferibili alla marginazione in Cassa Compensazione e Garanzia (CCG) legata alle operazioni di pronti contro termine passivi in Titoli di Stato sulla piattaforma MTS.

Il totale delle attività deteriorate nette, sul quale incidono in modo significativo le acquisizioni dell'Area NPL perfezionate nel corso dell'esercizio 2016 nonché le esposizioni riconducibili all'ex Gruppo GE Capital Interbanca, si attesta a 972,2 milioni a dicembre 2016 contro i 483,0 milioni a fine 2015 (+101,3%).
I crediti deteriorati lordi verso le imprese (esclusi dal totale i soli crediti deteriorati dell'area NPL) sono pari a 1.366,1 milioni di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 956,1 milioni, con un coverage ratio del 70,0%.
I crediti deteriorati lordi relativi al solo settore Crediti commerciali4 sono pari a 475,7 milioni di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 274,7 milioni di euro con un coverage ratio del 57,7%. Le sole sofferenze lorde sono pari a 276,7 milioni con rettifiche pari a 245,0 milioni e un coverage ratio dell'88,5% (87,9% al 31 dicembre 2015).
Di seguito la composizione delle attività deteriorate nette nel solo settore dei crediti commerciali4:
-le sofferenze nette ammontano a 31,7 milioni, +2,4% rispetto al dato di fine esercizio 2015; il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti del settore si attesta all'1,0%, rispetto all'1,1% al 31 dicembre 2015. Il coverage ratio si attesta all'88,5% (87,9% al 31 dicembre 2015);
-la categoria delle inadempienze probabili nette presenta un saldo di 50,9 milioni rispetto ai 39,6 milioni a fine 2015 (+28,7%). L'aumento è principalmente riconducibile a tre posizioni che rientrano in tale categoria di rischio;
-le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano a 118,4 milioni contro i 58,2 milioni a dicembre 2015 (+103,4%). L'aumento è imputabile a crediti scaduti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione acquistati a titolo definitivo che passano da 1,2 milioni a fine 2015 a 46,8 milioni al 31 dicembre 2016. Il coverage ratio si attesta al 3,3% (2,6% al 31 dicembre 2015).

I crediti deteriorati lordi relativi ai settori Corporate Banking e Leasing (riconducibili all'ex Gruppo GE Capital Interbanca) sono pari a 890,2 milioni di euro a fronte di rettifiche di valore pari a 681,3 milioni di euro con un coverage ratio del 76,5%. Le sole sofferenze lorde sono pari a 535,2 milioni di euro con rettifiche pari a 501,7 milioni e un coverage ratio del 93,8%.
Di seguito la composizione delle attività deteriorate nette nel solo settore corporate banking:
-le sofferenze nette ammontano a 27,3 milioni; il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti del settore si attesta al 3,0%. Il coverage ratio si attesta al 94,0%;
-la categoria delle inadempienze probabili nette presenta un saldo di 142,7 milioni con un coverage ratio del 46,2%;
-le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano a 1,2 milioni con un coverage ratio pari allo 0,9%

Infine, la composizione delle attività deteriorate nette nel solo settore leasing è di seguito delineata:
-le sofferenze nette ammontano a 6,2 milioni; il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi netti del settore si attesta allo 0,5%; il coverage ratio si attesta al 92,2%;
-la categoria delle inadempienze probabili nette presenta un saldo di 13,6 milioni con un coverage ratio del 67,1%;
-le esposizioni scadute deteriorate nette ammontano a 17,4 milioni con un coverage ratio pari al 62,6%.

Le attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS), che includono titoli di debito e titoli di capitale, si attestano al 31 dicembre 2016 a 374,2 milioni rispetto ai 3.221,5 milioni a fine 2015. La variazione della riserva da valutazione su titoli AFS rilevata nell'esercizio è dovuta alla vendita di parte del portafoglio con conseguente parziale realizzo della relativa riserva, per 5,5 milioni di euro.

Il totale dei crediti verso banche al 31 dicembre 2016 è risultato pari a 1.393,4 milioni, rispetto ai 95,4 milioni al 31 dicembre 2015. Tale eccedenza di liquidità è volta a garantire il margine necessario all'ordinato svolgimento dell'attività bancaria nonché la liquidità necessaria per cogliere eventuali opportunità di mercato.

Il totale della raccolta, che al 31 dicembre 2016 risulta pari a 7.037,7 milioni di euro con un incremento del 14,4% rispetto al 31 dicembre 2015, è rappresentata per il 71,7% da Debiti verso la clientela (89,2% al 31 dicembre 2015), per il 7,2% da Debiti verso banche (10,8% al 31 dicembre 2015) e per il 21,1% da Titoli in circolazione per lo più costituiti da titoli riconducibili ad operazioni di cartolarizzazione perfezionate nel corso dell'esercizio.
I Debiti verso la clientela ammontano al 31 dicembre 2016 a 5.045,1 milioni di euro (-8,1% rispetto a fine 2015). Il decremento è dovuto all'estinzione dei pronti contro termine con sottostante titoli di Stato e controparte Cassa di Compensazione e Garanzia in essere al 31 dicembre 2015 per 2.279,0 milioni di euro, cui sono seguiti acquisti per 270,3 milioni di euro. Risulta invece in aumento la raccolta retail, che si attesta a 4.519,3 milioni di euro al 31 dicembre 2016, di cui 4.447,2 milioni di euro riferibili a rendimax e 72,1 milioni di euro riferibili a contomax, contro i 3.113,3 milioni del 31 dicembre 2015 (+45,2%). L'incremento si è verificato anche per effetto dell'introduzione delle nuove scadenze di rendimax a 3, 4, 5 anni, risultato particolarmente apprezzato dalla clientela, nonché a seguito di alcune campagne promozionali volte a supportare i livelli di raccolta in vista della conclusione dell'operazione di acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca. La Banca continua a farsi carico dell'imposta di bollo proporzionale su rendimax e contomax, pari allo 0,20%.
I Debiti verso banche, che ammontano a 504,0 milioni di euro (rispetto ai 663,0 milioni a dicembre 2015), diminuiscono del 24,0% a seguito dell'estinzione anticipata della tranche LTRO sottoscritta nel dicembre 2014. Le mutate condizioni di mercato permettono infatti di effettuare funding a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle cui tale tranche era stata emessa. I pronti contro termine con sottostante titoli di Stato in essere a fine 2016 ammontano a 50,9 milioni rispetto ai 384,2 milioni di euro di dicembre 2015 a seguito dell'estinzione di questi ultimi e della sottoscrizione di nuove operazioni.
Risultano inoltre incrementati i depositi presso altre banche il cui saldo ammonta a 453,1 milioni di euro, rispetto a 159,0 milioni di fine esercizio precedente (+185,0%).
I Titoli in circolazione ammontano a 1.448,6 milioni di euro. Essi risultano costituiti da prestiti obbligazionari per 83,2 milioni di euro e 725 mila euro di certificati di deposito emessi da Interbanca S.p.a.
Risultano inoltre iscritti, per complessivi 1.404,9 milioni di euro, i titoli emessi, nell'ambito delle tre operazioni di cartolarizzazione poste in essere a fine 2016.


Il patrimonio netto a fine esercizio si attesta a 1.218,8 milioni di euro rispetto ai 573,5 milioni del 31 dicembre 2015.

I fondi propri a fini regolamentari beneficiano integralmente degli effetti dell'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, non essendo state applicate misure prudenziali al gain on bargain purchase iscritto a conto economico.

Il CET1 e il Total Own Fund Ratio consolidati del solo Gruppo Banca IFIS, senza considerare gli effetti del consolidamento della controllante La Scogliera2 a fine 2016 si attestano entrambi al 15,7% rispetto al 15,8% di fine 2015.

 

Banca IFIS, piano Strategico 2017-2019:
un presente di successo, un futuro di opportunità.

Il piano strategico 2017-2019, che Banca IFIS ha approvato in data odierna, si sviluppa seguendo tre drivers principali: solidità, liquidità e redditività.

Nel driver della solidità rientrano la protezione del capitale, il livello elevato di solvency, il buffer di capitale a disposizione per cogliere eventuali opportunità di crescita.

Nel driver della liquidità rientrano il controllo della raccolta retail, il collaterale a disposizione per il rifinanziamento presso l'Eurosistema, il focus sulla gestione equilibrata delle fonti e degli impieghi in termini di asset liability management e la attenta diversificazione della raccolta.

Nel driver della redditività rientrano invece l'estrema attenzione che caratterizza le scelte della Banca in ordine alla massimizzazione della redditività corretta per il rischio in tutti i business di presenza attuale e prospettica.

Fusione ex Gruppo GE Capital Interbanca - Nel corso dell'esercizio 2017 il Gruppo Banca IFIS realizzerà la sua riorganizzazione a seguito dell'acquisizione dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, perfezionata con decorrenza 30 novembre 2016. Sotto il profilo societario sono previste la fusione per incorporazione di IFIS Factoring Srl in Banca IFIS S.p.A. (a seguito del trasferimento delle azioni da Interbanca S.p.A. e IFIS Leasing S.p.A. alla Capogruppo) da completarsi nel terzo trimestre 2017; e la fusione per incorporazione di Interbanca S.p.A. da completarsi entro il 2017. In coerenza con la volontà di semplificare la struttura organizzativa del Gruppo, la fusione per incorporazione della IFIS Leasing S.p.A. nella Capogruppo seguirà indicativamente nel corso del 2018. La previsione per l'andamento del perimetro dell'ex Gruppo GE Capital Interbanca, che risulterà in buona parte incorporato per fusione in Banca IFIS entro il termine del corrente esercizio e che pertanto non riporterà i propri risultati in modo separato, si identifica in un marcato recupero della redditività che potrebbe consentire da subito il raggiungimento del break-even dopo ripetuti anni di perdite strutturali.

Principali KPI a fine piano - Il tasso annuo di crescita composto (CAGR 2016-2019) calcolato su dati 2016 normalizzati per i tassi di trasferimento della raccolta, omogenei nei 3 anni di orizzonte di piano e per il contributo su base 12 mesi del ex Gruppo GE Capital Interbanca, per quanto riguarda il margine di intermediazione di Gruppo Consolidato è previsto in crescita del 24%/26% (381,2 milioni di euro dato 2016). Il tasso annuo di crescita composto 2016-2019 dell'utile netto è stimato incrementare del 40%-45% (89,8 milioni di euro dato 2016). Infine, le attese per il ROE nel 2019 sono superiori al 15%; l'EPS ed il Book Value per share sono proiettati rispettivamente ad oltre 4,5 euro e 30 euro per azione.


Margine di Intermediazione per business atteso nel 2019 e KPIs qualitativi per business (crescite indicate su base annua)

Crediti Commerciali
CAGR 2016-2019 +9%/+11%
(152,6 milioni di euro dato 2016)
-Impieghi: +10%/+15%
-Numero clienti in crescita oltre +20%
-Turnover +8%/10%
-Aumento del tasso di retention
-Diversificazione dei prodotti a supporto delle imprese
-Incremento rete commerciale
-Processi web e digitalizzati
-Focus su cross selling

Corporate Banking
MDI atteso nel 2019 di 80-90 mln
(0,0 milioni di euro dato 2016) 
-Impieghi +10%/+15%
-Nuove erogazioni +50%/+60%
-Focus sui finanziamenti a medio/lungo termine
-Aumento dei clienti e dei deal in finanza strutturata e nei nuovi segmenti di presenza
-Portafoglio Workout&Recovery in run-off
-Focus su cross selling

Leasing
CAGR 2016-2019 +13%/+16%
(44,9 milioni di euro dato 2016)
-Impieghi +17%/+19%
-Numero clienti +8%/+10%
-Aumento della quota di mercato
-Nuovi prodotti e obiettivi
-Incremento dell'efficienza distributiva
-Focus su cross selling

NPL
CAGR 2016-2019 +25%/+30%
(148,3 milioni di euro dato 2016)
-Impieghi oltre il 35%/40%
-Recovery rate oltre il 20%
-Forte contributo nella collection grazie alla Legal Factory
-La cessione di code di portafoglio peserà in maniera positiva sull'utile
-Economie di scala nell'acquisto e gestione di importanti volumi di crediti
-Nuovo focus sul mercato corporate e secured

Crediti Fiscali
CAGR 2016-2019 +5%/+10%
(13,3 milioni di euro dato 2016)
-Impieghi +25%/+30%
-Mantenimento della leadership di mercato
-Sviluppo di nuovi segmenti
-Mantenimento della profittabilità.


Business model - Il Gruppo Banca IFIS si è dotato di un business model adatto alla crescita della profittabilità. Esso prevede il mantenimento di una eccellente qualità del credito ed un cost/income ratio inferiore al 50%. Il business model del Gruppo è caratterizzato da una forte identità digitale e web, che verrà ulteriormente sviluppata nel corso dei prossimi trimestri e si tradurrà in nuovi servizi/prodotti altamente digitali. Gli investimenti in tecnologia, direttamente collegati al miglioramento della Customer Experience, nuovo cuore dell'innovazione del Gruppo, ed i processi solidi e semplificati aiuteranno a mantenere la velocità di crescita proiettata della Banca.

Patrimonializzazione - Banca IFIS valuta di poter cogliere le opportunità che il mercato saprà proporre nei prossimi trimestri. Sulla base delle proiezioni di Piano, il Total Own Funds Capital Ratio è atteso tra il 17% e il 18%2 con potenziali eccedenze patrimoniali rispetto ai minimi regolamentari attesi sufficienti a supportare sviluppi su nuovi attivi per circa 5 miliardi2. .


Dichiarazione del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Mariacristina Taormina, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza, limitatamente ai dati contabili storici rappresentati nel presente comunicato, che l'informativa contabile contenuta corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.

 

1 Le rettifiche di valore nette su crediti afferenti all'Area NPL, pari a 32,6 milioni al 31 dicembre 2016 e a 3,6 milioni al 31 dicembre 2015, sono state riclassificate fra gli Interessi attivi e proventi assimilati al fine di dare una rappresentazione maggiormente aderente alle peculiarità di tale business, che vede le rettifiche di valore nette parte integrante del rendimento.
2 Il totale Fondi propri indicato è relativo al solo perimetro del Gruppo Banca IFIS, che dunque esclude gli effetti derivanti dal consolidamento ai fini prudenziali nella controllante La Scogliera S.p.AI fondi propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità consolidati al 31 dicembre 2016 sono stati determinati avendo a riferimento i principi regolamentari contenuti nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013 recepiti nelle Circolari della Banca d'Italia n. 285 e n. 286 del 17 dicembre 2013. L'articolo 19 del CRR prevede l'inclusione ai fini del consolidamento prudenziale della holding del Gruppo bancario non consolidata nel patrimonio netto contabile. Il CET1 al 31 dicembre 2016 comprendente La Scogliera S.p.A. è pari al 14,7% rispetto al 14,2% del 31 dicembre 2015, mentre il Total Own Fund ratio si attesta al 15,3% rispetto al 14,9% del 31 dicembre 2015. 
3Ai sensi dell'articolo 83-terdecies del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) la legittimazione al pagamento del dividendo è determinata con riferimento alle evidenze dei conti dell'intermediario di cui all'articolo 83-quater, comma 3 del TUF, al termine della giornata contabile del 3 maggio 2017 (c.d. record date).
4 Sono comprensivi i dati per il mese di dicembre 2016 dalla controllata IFIS Factoring S.r.l.

HUG#2088390